RISPONDO ALLE VOSTRE DOMANDE

Alberto Chiara, torino, meditazione, cinque riti tibetani

Alberto Chiara

Domanda 28 aprile 2017

Buongiorno, sono un ragazzo di 23 anni che purtroppo da 5 anni vive un inferno. Soffro probabilmente di un disturbo ossessivo compulsivo che riguarda la sfera sessuale, temo infatti ed ho il dubbio di essere omosessuale. Il mio cervello pensa a questa cosa praticamente 24 ore su 24, con livelli di ansia altissimi e una visione della vita profondamente cambiata in negativo. Ho fatto molta psicoterapia e assumo psicofarmaci ma in 5 anni non sono guarito né migliorato sensibilmente. Volevo chiederle se effettivamente la meditazione può aiutarmi, visto che ho provato di tutto. Se posso davvero avere quella spinta in più verso la guarigione oppure se il mio problema va al di là di questo tipo di soluzione. Grazie Riccardo

Risposta: Ciao Riccardo, fossi in te non mi preoccuperei affatto di vivere attrazione verso persone del tuo stesso sesso; non è una malattia, è semplicemente una tua carenza di energia maschile, e per questo ti senti attratto dagli uomini.

In ciascuno di noi sono presenti energie sia maschili che femminili, le quali nutrono il corpo e la nostra psiche e che naturalmente devono essere in equilibrio tra di loro. Queste energie le riceviamo dai nostri genitori e quando una di esse è carente rispetto all’altra inevitabilmente la andiamo a cercare in altre persone.  Quando siamo in sintonia con nostro padre, ci sentiamo quindi amati e apprezzati da lui, riceviamo tutta l’energia maschile che ci serve per essere in un buon equilibrio psicofisico; allo stesso modo quando abbiamo un buon rapporto con nostra madre riceviamo anche da essa l’energia femminile che ci occorre.

Quando ad esempio non ci sentiamo più in empatia con nostro padre, ecco che ci chiudiamo alla sua energia maschile che inizierà a scarseggiare in noi; incominceremo così a sentirci attratti da altri uomini, proprio perché saremo carenti di energia maschile. Anche se nostro padre ci ama moltissimo, quello che conta è come noi viviamo il rapporto con lui, perché siamo sempre e solo noi ad aprirci oppure a chiuderci all’energia degli altri.  Noi riceviamo dai genitori sempre e comunque tutta l’energia maschile e femminile che ci occorre, indipendentemente dal fatto che loro ci amino e ci stimino oppure no, perché dipende solo da noi mantenerci aperti oppure no alle loro energie amandoli e accettandoli per come sono. Siamo fatti per dare amore e non per riceverlo.

Ciascuno di noi può facilmente sentire l’energia maschile e quella femminile presente in se stesso e percepire quale delle due è preponderante sull’altra.

L’energia maschile è l’energia mentale, quella legata all’ego, alla volontà, quella che ci dà la forza di agire; è l’energia della forza fisica, del fare, ma che spesso ci spinge all’egoismo e a sovrastare gli altri.

L’energia femminile è invece quel sentire delicato, leggero, gentile, sensibile al bene per noi stessi e per gli altri; è un sentire sensitivo, intuitivo, creativo, di cuore, legato al potere divino della Consapevolezza.

I più grandi realizzatori, le persone di successo, quelle che più degli altri hanno saputo accumulare grandi fortune e ricchezze, quasi sempre hanno molta energia femminile, poiché è questa l’energia dei poteri, che mette loro in unione con la Consapevolezza e il suo infinito potere intuitivo, creativo e realizzativo.

Per vivere bene occorrono in noi entrambe queste energie ma nel giusto equilibrio; se non lo sono siamo noi i primi ad accorgercene. Quando abbiamo in noi troppa energia femminile rispetto a quella maschile non stiamo bene con noi stessi, ci sentiamo a disagio con gli altri, deboli e vulnerabili, non riusciamo in modo naturale e spontaneo a farci rispettare dagli altri e a far valere le nostre idee, la personalità degli altri è sempre più forte della nostra.

Quando invece abbiamo troppa energia maschile ci sentiamo pesanti, irruenti, egoisti, insensibili, e la nostra energia è spesso eccessiva, ossessiva; siamo forti nell’azione, ma molto spesso sbagliamo poiché abbiamo pochissimo potere intuitivo. Ci accorgiamo sempre troppo tardi di danneggiare gli altri e di fare soffrire le persone intorno a noi. Ma al di là di di come l’energia maschile e femminile agiscano su di noi, possiamo comunque percepirle molto distintamente in noi.

Quando impariamo ad amare, ad accettare, ad accogliere i nostri genitori (che sono le personalità più importanti per la nostra crescita) ma anche gli altri, con i loro pregi e difetti, ecco che manteniamo aperti questi canali di energia e ripristiniamo i nostri equilibri.  Oggi possiamo sentirci attratti da persone del nostro stesso sesso perché siamo carenti di quella energia, domani però potremo non essere più carenti e bisognosi di quell’energia, ecco che allora torneremo a sentirci attratti da persone dell’altro sesso. Non dobbiamo entrare in crisi perché prima eravamo attratti da persone del nostro sesso e dopo non più, o viceversa. Non dobbiamo identificarci con ciò che attrae il nostro corpo oggi. La dinamica dell’attrazione è una dinamica energetica e in quanto tale è sempre in grande trasformazione. La nostra personalità, il nostro percepire noi stessi cambia con la nostra crescita, man mano che superiamo le nostre chiusure verso gli altri e verso la vita.  E’ importante quindi imparare ad amare e a prendersi cura delle persone indipendentemente da quello che loro riescono ad offrirci. Ogni persona diventerà per noi come un figlio che necessita delle nostre amorevoli attenzioni, anche se quella persona è nostro padre o nostra madre. Noi in realtà non abbiamo bisogno di essere amati dai genitori, ma al contrario abbiamo bisogno di essere noi ad amare loro per ripristinare i nostri equilibri, la nostra armonia e la nostra forza.

La meditazione ti sarà di grande aiuto a ritrovare quell’equilibrio e quell’armonia che ti consentono finalmente di aprirti agli altri e al mondo intorno a te.

Un caro saluto

Alberto Chiara

 

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